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Archivi comunali, supporti particolari e progetti in partenariato: il caso di Lugano

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La presenza di supporti e documenti di tipo particolare può rivelarsi una risorsa, per gli archivi, e permettere loro di esplorare nuove piste e collaborazioni, consolidando le proprie reti di contatti e ampliando le proprie competenze. Questo articolo presenta uno spunto per progetti che gli archivi comunali possono condurre in partenariato.

Come descritto nell’articolo «La multitude des archives communales en Suisse» pubblicato su questo stesso numero di Arbido, il Comune è l’entità politica più vicina ai cittadini nel sistema statale e il livello più basso dell’autorità nel sistema federale. Esistono tanti archivi pubblici a livello comunale quante sono le entità locali, che possono essere più o meno numerose e variegate a seconda della storia di ciascun cantone. L’attività degli archivi comunali è molto differenziata nel panorama archivistico svizzero, a dipendenza della dimensione dei comuni, della loro rilevanza storica o culturale, o anche delle diverse sensibilità verso il tema dell’archiviazione.

Documenti eterogenei e necessità di competenze specifiche

Gli archivi comunali sono depositari di documenti variegati eterogenei che rispecchiano le molteplici attività amministrative del Comune, e non si limitano ai dossier cartacei o ai registri. Non è raro ritrovare anche fotografie, materiale iconografico, supporti audiovisivi, microfiches, o ancora testimonianze di storia locale o fondi privati di associazioni, imprese e personalità che non sono sempre direttamente collegati ai compiti dell’amministrazione comunale, ma che arricchiscono e ampliano il patrimonio archivistico dei comuni.

Questa varietà richiede competenze specifiche per essere conservata nel modo corretto1 e non sempre gli archivi comunali dispongono delle risorse adeguate a farlo. Per diversi strumenti di memorizzazione un tempo molto utilizzati, come le microfiches, i floppy disk e altri, un punto da considerare riguarda anche il mezzo per consultarli. In alcuni casi occorrono apparecchi che oggi non sono più disponibili, con il rischio concreto di non poter più accedere ai contenuti memorizzati. Inoltre, a volte mancano i mezzi finanziari per far fronte a interventi sui propri locali di deposito per garantire temperature e umidità entro i livelli raccomandati. I progetti di digitalizzazione e valorizzazione necessitano di tempo e risorse sia per essere concepiti, sia per essere concretizzati.

Cercare collaborazioni o ideare progetti che coinvolgano più attori

Per poter conservare e valorizzare questi documenti, specialmente quando presenti in grandi quantità, si potrebbero cercare collaborazioni o ideare progetti che coinvolgano più attori, in grado di offrire le competenze necessarie per il trattamento dei supporti o di garantirne il co-finanziamento.

Un esempio recente di collaborazione riuscita è rappresentato dal progetto dell’Archivio amministrativo della Città di Lugano2, con la partecipazione della Fonoteca nazionale svizzera3 ed il sostegno dell’associazione Memoriav4, dal titolo “Salvaguardia del fondo delle registrazioni delle sedute del Consiglio Comunale di Lugano (1962-2003)”5. Avviato nel 2021, è stato concepito proprio per la presenza nel fondo della Cancelleria comunale di 443 nastri magnetici, utilizzati a partire dagli anni Sessanta quale strumento per la redazione dei verbali delle sedute e come mezzo di prova in caso di contestazioni sui contenuti.

Esempi della varietà di supporti presenti nell'archivio comunale: bobine con registrazioni audio e verbali del Consiglio comunale di Lugano
CC BY Nicoletta Solcà

Ad esempio per i supporti audiovisivi esistono indicazioni specifiche, allestite e messe a disposizione degli interessati da Memoriav, ma spesso queste indicazioni richiedono infrastrutture e mezzi che non sempre gli archivi di medie o piccole dimensioni possono affrontare. Si veda il sito Memoriav dove sono presenti raccomandazioni specifiche per la manipolazione e la conservazione dei diversi tipi di supporti.

Anche a livello internazionale esistono diverse raccomandazioni e indicazioni per enti e anche per privati, raccolte da Memoriav al Link.

Questa varietà richiede competenze specifiche per essere conservata nel modo corretto1 e non sempre gli archivi comunali dispongono delle risorse adeguate a farlo. Per diversi strumenti di memorizzazione un tempo molto utilizzati, come le microfiches, i floppy disk e altri, un punto da considerare riguarda anche il mezzo per consultarli. In alcuni casi occorrono apparecchi che oggi non sono più disponibili, con il rischio concreto di non poter più accedere ai contenuti memorizzati. Inoltre, a volte mancano i mezzi finanziari per far fronte a interventi sui propri locali di deposito per garantire temperature e umidità entro i livelli raccomandati. I progetti di digitalizzazione e valorizzazione necessitano di tempo e risorse sia per essere concepiti, sia per essere concretizzati.

Cercare collaborazioni o ideare progetti che coinvolgano più attori

Per poter conservare e valorizzare questi documenti, specialmente quando presenti in grandi quantità, si potrebbero cercare collaborazioni o ideare progetti che coinvolgano più attori, in grado di offrire le competenze necessarie per il trattamento dei supporti o di garantirne il co-finanziamento.

Un esempio recente di collaborazione riuscita è rappresentato dal progetto dell’Archivio amministrativo della Città di Lugano2, con la partecipazione della Fonoteca nazionale svizzera3 ed il sostegno dell’associazione Memoriav4, dal titolo “Salvaguardia del fondo delle registrazioni delle sedute del Consiglio Comunale di Lugano (1962-2003)”5. Avviato nel 2021, è stato concepito proprio per la presenza nel fondo della Cancelleria comunale di 443 nastri magnetici, utilizzati a partire dagli anni Sessanta quale strumento per la redazione dei verbali delle sedute e come mezzo di prova in caso di contestazioni sui contenuti.

Questo tipo di documento è, tra l’altro, un ottimo esempio di come il valore di una fonte possa cambiare nel corso del tempo: queste registrazioni audio, nate con valore amministrativo ma senza alcun valore archivistico al momento dell’incisione, hanno oggi invece grande interesse storico. Si tratta di fonti sonore molto interessanti perché conservano le voci delle Consigliere e dei Consiglieri comunali della Città, oltre che quelle delle Municipali e dei Municipali che hanno preso la parola durante le riunioni, e offrono uno spaccato di storia locale attraverso le voci di chi si è speso in prima persona per la politica cittadina. Questo naturalmente non significa che sia sempre necessario conservare tutto: la riflessione su cosa preservare (la pratica di évaluation in francese o Bewertung in tedesco) è sempre attuale e fondamentale nel lavoro degli archivisti, e se è importante per i documenti cartacei lo è anche di più per quelli digitali6.

Una rete: Archivio amministrativo della Città di Lugano - Fonoteca nazionale svizzera - Memoriav - Memobase

I nastri sono ora depositati presso la Fonoteca nazionale svizzera, che si occupa della loro digitalizzazione e ne garantisce la conservazione a lungo termine secondo gli standard raccomandati7. Grazie al sostegno dell’associazione Memoriav e della Divisione della cultura e degli studi universitari del Cantone Ticino, i nastri dopo la digitalizzazione sono documentati per agevolarne la consultazione. L’accesso ai contenuti è garantito da diversi portali e cataloghi attraverso i quali è possibile risalire a una seduta o a un suo contenuto specifico. Sono a disposizione il catalogo della Fonoteca8, il portale della Divisione della cultura Sàmara9 e a breve i documenti saranno presenti anche nel portale Memobase10. L’ascolto degli audiofile è libero per tutte e tutti gli interessati, ad eccezione di quelle trattande che contengono dati personali, come le naturalizzazioni o le richieste di poter stare in lite con un privato o una società. Sono documentati ma non ascoltabili anche alcuni casi di sedute a porte chiuse che sono confluite in questo fondo negli anni Sessanta. Durante l’ascolto, va in ogni caso tenuto presente che si tratta di incisioni realizzate con mezzi non professionali e non concepite per la trasmissione pubblica. In più, a volte il volume del sonoro risulta basso a dipendenza della distanza dal microfono delle persone che intervengono.

Il lavoro condotto in questo anno e mezzo ha permesso di recuperare oltre 160 sedute del Consiglio Comunale, dal 1962 al 1985. È curioso scoprire come certi temi che ancora oggi sono al centro del discorso politico cittadino fossero ampiamente dibattuti all’epoca. Già negli anni Sessanta, ad esempio, si discuteva della necessità di promuovere una politica degli alloggi a pigione moderata11. Allo stesso modo, anche l’aeroporto di Lugano-Agno è stato periodicamente oggetto di discussione e polemica12.

Sala del Consiglio Comunale di Lugano 1962. Fotografia: Archivio storico della Città di Lugano, Fondo Vincenzo Vicari.
Fotografo: Vincenzo Vicari
Sala del Consiglio Comunale di Lugano
Fotografia: Città di Lugano

Il lavoro condotto in questo anno e mezzo ha permesso di recuperare oltre 160 sedute del Consiglio Comunale, dal 1962 al 1985. È curioso scoprire come certi temi che ancora oggi sono al centro del discorso politico cittadino fossero ampiamente dibattuti all’epoca. Già negli anni Sessanta, ad esempio, si discuteva della necessità di promuovere una politica degli alloggi a pigione moderata (ascoltare la Seduta del Consiglio comunale di Lugano del 1963.03.28 (18BD3595)). Il tema degli alloggi a prezzi accessibili continua ad essere dibattuto nel corso del tempo e, oggi, la Città di Lugano ha elaborato una sua strategia per promuovere l’accesso ad alloggi a pigione moderata.

Allo stesso modo, anche l’aeroporto di Lugano-Agno è stato periodicamente oggetto di discussione e polemica12.

Il progetto luganese è quindi un ottimo esempio di collaborazione fra archivi e enti con competenze specifiche per la valorizzazione di fonti archivistiche audiovisive, che potrebbero essere oggetto di nuove possibilità di studio. Si potrebbero immaginare indagini di tipo storico-linguistico che si interroghino sull’evoluzione della lingua e del linguaggio politico nella seconda metà del Novecento nel Cantone Ticino, o studi di storia sociale, o ancora approfondimenti legati all’evoluzione di un singolo progetto della Città.

In conclusione, la presenza di supporti e documenti di tipo particolare può rivelarsi una risorsa, per gli archivi, e permettere loro di esplorare nuove piste e collaborazioni, consolidando le proprie reti di contatti e ampliando le proprie competenze.

Nicoletta Solca foto

Nicoletta Solcà

Nicoletta Solcà è la Responsabile dell’Archivio amministrativo della Città di Lugano ed è membro del Gruppo di lavoro degli archivi comunali e municipali.

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